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Il bello del pancione

October 29, 2016

 

 

Il 28 ottobre è la data presunta della tua nascita. Esco dalla visita di controllo e chiamo subito il tuo papà: "Biancuzza sta bene ed io anche. La ginecologa dice che ora tocca a Bianca decidere quando venire al mondo." Sono euforica e le parole della ginecologa mi lasciano intendere di avere ancora un po' di tempo libero. "Quasi chiamo la parrucchiera per un taglio veloce!" Giusto il tempo di prendere il cellulare e cercare il numero, ed ecco arrivare un insolito "movimento di pancia". Questa volta non è il tuo sgambettare, né il tuo solito singhiozzo, è qualcosa di diverso, un fastidioso brontolio. Decido di tornare a casa. Passo il pomeriggio tranquilla sul divano con questo continuo fastidio, finché non torna a casa il tuo papà. Mangiamo qualcosa di leggero, ed in serata guardiamo un po' di tv. Decido di fare una doccia calda, esattamente come mi hanno suggerito al corso pre parto, ed attendo che le contrazioni si facciano più decise e ravvicinate. A mezzanotte decidiamo che è il momento di andare in ospedale. La tensione inizia a farsi sentire, anche se la concentrazione nel cercare di contenere le contrazioni sempre più dolorose, mi aiuta a non impensierirmi di più. Mi viene incontro anche il tuo papà, che con la sua spensieratezza di sempre mi guarda e mi dice: Topa (poi un giorno ti spiegheremo perché ci chiamiamo così), come ci vestiamo?". Mi scappa un sorriso e stupita dalla richiesta, rispondo ironica "Come al matrimonio!". Solo dopo la tua nascita, ricordando l'episodio, ho chiesto chiarimenti al tuo papà, che mi ha così svelato il motivo di quell'insolita domanda sull'abbigliamento. Era convinto di dover indossare qualcosa di comodo o sterile... devo dirti però che questa spiegazione ad oggi non mi convince!

Arriviamo in ospedale ed affrontiamo le ore di travaglio che ci dividono dalla tua nascita, tra una mia smorfia di dolore ed una chicchera di papà che come al solito, parla di vino e di viaggi. "Ma ha capito che sta per diventare papà e che per un po' non potremo partecipare insieme alle nostre degustazioni e che di viaggi ne riparleremo più avanti??!!" penso tra me e me, e come sempre questo suo atteggiamento mi alleggerisce e mi fa sorridere. Sì perché il bello del tuo papà è che poi si accorge da solo e ridimensiona il tutto senza che io debba fargli notare il mio disappunto. Si chiama libertà amore mio. Inevitabilmente giunge qualche momento di debolezza da parte mia; non mi sento forte a sufficienza per affrontare il dolore che si fa sempre più insopportabile. E' ora dell'epidurale! Tiro un sospiro di sollievo. Ebbene sì, al contrario di quanto sostenuto al corso pre parto, dove l'ostetrica incoraggiava noi mamme ad un parto del tutto naturale facendoci passare per delle eroine, io ho deciso di optare per l'epidurale. Come sempre mi sono documentata prima, e così ho scelto l'Ospedale Luigi Sacco di Milano aperto a questa opportunità; infatti non tutti gli ospedali di Milano e provincia prevedono l'impiego dell'analgesia epidurale; in più l'idea di farti nascere a Milano anziché in un paesello di provincia, mi proietta ad un tuo futuro ricco di prospettive per te. "Bianca Boscherino nata a Milano il..." sì, mi sembra suoni meglio! So che è una sciocchezza ma non voglio nasconderti nulla, è bene che tu sappia anche i miei piccoli capricci.

Ci trasferiamo in sala parto, siamo solo io, il tuo papà e l'ostetrica. L'ostetrica, quella figura che nel mio immaginario era impersonificata da un donnone un po' in là con l'età, e proprio nel momento in cui la mia femminilità si è presa una pausa, ecco materializzarsi una giovane donna, bella e anche simpatica. Si chiama Beatrice, forse non è neanche mamma, e mi domando se questa sua probabile condizione possa creare meno empatia in queste delicate ore. Beatrice ha un modo gentile e rassicurante ed in un attimo mi affido completamente alle sue cure, e tutti i pensieri di un momento vanno in fumo. Giovanni (il tuo papà per i nostri lettori) sorride alla fanciulla, sarcasticamente vorrei dirgli, ora che fa il brillante, che la sua domanda sull'abbigliamento che mi aveva fatto prima di andare in ospedale, in effetti era pertinente! ;-)

Le ore trascorrono, è mattina, da sempre ho immaginato che anche un carattere come il mio, riservato e timido, in sala parto avrebbe dato il meglio di sé tra urla e parolacce, invece non ci crederai Biancuzza mia, il massimo che sono riuscita a dire nei momenti più difficili tra una spinta e l'altra è stato "VEDO LE STELLINE!", accompagnato da un "UFFI!". facendo sorridere il tuo papà e Beatrice; sorriso contagioso nonostante il momento concitato.

E poi arriva l'ultima spinta, sono le 10,46 del 29 ottobre 2016, sei nata tu Bianca. In un attimo sei sul mio petto: due occhi, una bocca, un nasino, due orecchie, due manine così piccine. E' tutto così perfetto! Non ci credo ancora, il mio sguardo passa da te a Giovanni e ancora da Giovanni a te, come se cercassi conferme "è tutto vero??!!" penso. 

Sì è tutto vero!

 

 

 

INFORMAZIONI UTILI

 

Dipartimento Materno Infantile dell’Ospedale Sacco 

Per informazioni e prenotazioni:
tel. 02 3904.2257 dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 13.00 patologia.gravidanza@asst-fbf-sacco.it 

Per maggiori informazioni clicca QUI.

 

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